E' sempre tempo di massimalismi cialtroni!
La
città è invasa da volantini che annunciano un concerto di Eugenio
Bennato. Niente di strano, fin qui. Però ieri sera, mentre aspettavo
la 93, ho avuto modo di studiare bene quella comunicazione.
Eugenio Bennato è stato uno dei primi a diffondere la taranta, sino
dal 1998, in tempi davvero non sospetti. Peccato che tutta la sua onestà
artistica sia massacrata da un uso improprio di quella espressione musicale.
Gli organizzatori dell'evento tengono a far sapere con un flash ben visibile
che durante l'evento ci saranno "birra a fiumi e cocktails".
Al di là del richiamo alcolico che dovrebbe vincere su quello musicale,
notiamo che tutti gli slogan "potere al sud", "quant'è
bello il sud", "quant'è buono il sud" veicolati nel
corpo del volantino siano vanificati dalla scelta di una bevanda nordica per
eccellenza quale la birra. Non avrebbero potuto prevedere una selezione di
vini salentini? E poi, quel cocktails,
con la s del plurale. Perché va bene il Salento, ma noi restiamo comunque
cosmopoliti e siamo anche stati tre giorni a Barcellona!
Ahimè, la moda... pensavo mentre la 93 tardava. Durante la Prova del Cuoco, trasmissione che seguo con interesse perché la uso come istigazione all'anoressia, c'è una signora cuciniera che tra una cozza e un dentice balla la pizzica. La signora è della Daunia. La pizzica è del Salento. Trecentotrenta chilometri di distanza, due dialetti differenti, due universi lontanissimi. Nell'ultimo Sanremo una delle due vallette (vere precarie dello spettacolo: lavorano quattro giorni e poi... boh!) si è esibita in una pizzica. Però Bianca Guaccero è nata a Bitonto. La pizzica è del Salento. Duecentoquindici chilometri di distanza, due dialetti differenti, due universi lontanissimi. Insomma, il folklore salentino è qualcosa su cui tutti, approfittando di un prozio pugliese, stanno mangiando. Un po' come i profughi di Shangai che si spacciano per maestri nipponici di sushi nei ristoranti cinesi. Un po' come nel 1983, quando sospetti candidati socialisti dell'hinterland milanese facevano stampare volantini su cui scrivevano: "Sono del PSI, il partito del presidente Pertini...". Pertini lo venne a sapere, si arrabbiò moltissimo e pare volesse addirittura prendere a schiaffi quel candidato.

Raccapriccio
Pensavo... c'è qualcosa che detesto di più dei cantanti mielosi italiani? Be', sì... c'è il calcio, per esempio. Ma c'è qualcosa che detesto ancora più del calcio? Mmmh... sì, direi le iniziative benefiche autopromozionali. E cosa mi succede appena finisco di formulare questo pensiero? Accendo la radio mentre trasmettono la radiocronaca della Partita del Cuore, orrido appuntamento di carità pelosa in cui sfiatati canzonettari che non vendono più un disco fanno gli eroi dal cuore d'oro correndo in uno stadio. Il tutto condito dai commenti di tre (ripeto: tre) radiocronisti che colavano una fastidiosa melassa ipocrita. Ma davvero il pubblico è così bue da non rendersi conto di quanta falsità vi sia in queste messe in scena?

torino 10
Veramente questo post dovrebbe chiamarsi Torino (Aldo) 9. Nello stand di excelsior1881, infatti, ha avuto luogo un prestigioso scambio di libri e dediche tra Aldo Nove (autore di Zero il robot, illustrato da Maria Tassi) e T-La.

torino 09
Questa è una annotazione che non si riferisce solo ai giorni di fiera, ma di cui tenere conto anche in futuro. Anche qui sto incontrando persone che a un certo punto assumono l'aria da carbonari, bisbigliano e quasi piangono parlandomi del dolore provato all'indomani delle elezioni. Non provo alcun interesse né coinvolgimento in questioni politiche. Si soffre per un dolore personale, per un congiunto e non certo perché un povero ottuso di nome Veltroni ha subito una sconfitta prevedibilissima. Si tratta di una normale alternanza democratica. Quindi, parlatemi del tempo, delle fettuccine all'Alfredo, dei nipotini, ma non scaricatemi adosso le vostre inutili frustrazioni politiche. Non fate battute su Mara Carfagna ministro, perché altrimenti mi tocca ricordarvi Mastella alla giustizia, ma anche Tiberio Timperi e Sabrina Ferilli o le finte precarie e le giovani inesperte. E la prossima volta, magari, pensate a una sinistra emiliana, fatta di cose realizzate e funzionanti, e non al pecoreccio oratoriale romano veltroniano. E ora torniamo nello stand.

torino 08
Se siamo a Torino per vendere libri perché sto dilapidando gli ultimi euro acquistandone? Nello stand della Libreria Francese però c'era una cosa rarissima: tutta la Recherche proustiana in originale e in un solo volume a 36 euro... E nello stand del Libraccio c'erano i tre volumi dell'edizione 1963 del Mulino del Po di Bacchelli. E in un altro stand c'era un corso di aramaico. Per favore, passate nello stand di excelsior1881 e acquistate molte copie del mio volume così potrò recuperare in fretta tutti i soldi spesi.

torino 07
Alla Fiera ci sono veramente tutti, da Faletti a Fo. No... ne ho scelti due con la stessa iniziale e la frase non rende... Alla Fiera ci sono veramente tutti, da Allevi alla Zucconi (ecco, adesso dà un senso di maggiore completezza). Forse la presenza di troppi personaggi di rilievo sta mettendo in ombra il vero caso letterario dell'anno: le Edizioni Mediterranee hanno ristampato Quinta Dimensione di Tony Binarelli. A quando un rilancio del Manuale di Silvan?

torino 06
Chi è passato nei primi minuti di apertura dello stand questa mattina? Una persona che non vedevo da anni: Tiziano Scarpa. Che momento emozionante, tra abbracci e lacrime. Sentivamo il bisogno di una grappa, ma i bar al Lingotto hanno prezzi da ristorante a cinque stelle (e code da panificio sovietico).

torino 05
Finalmente un motivo per boicottare la Fiera del Libro. Nello stand della Franco Panini Editore vendono La Mocciosa, un'agenda 2009 dalla copertina luminescente. Si chiama così perché è dovuta al genio di Federico Moccia. Chi viene con me a bruciare i lucchetti in piazza?

torino 04
Ho scoperto che domani, venerdì 9 alle 21, sarò nello stand di IBS (padiglione 2) per una lettura di Eins + Eins = Eins!, il racconto epistolare sulla calcolatrice Divisumma.

torino 03
Sono stato nello stand di Israele. E adesso giro con una enorme spilla con la bandiera bianca e azzurra.

torino 02
La fiera è partita. Mentre finivamo di sistemare gli ultimi libri è passato un gruppo di fotografi e operatori televisivi che in quella confusione non facevano che riprendersi a vicenda. In mezzo a loro si intuiva il Presidente Napolitano. Sarà stata la visita presidenziale, ma oggi c'era metà delle forze armate nazionali al Lingotto. Ho visto sul sito del Corriere alcune foto della protesta dei pochi filopalestinesi e anti-israeliani. Mi ha colpito una cosa. Noi che siamo alla Fiera, e siamo davvero tanti, siamo qui che mostriamo marchi, facce e nomi sui pass appesi al collo. Loro che sono fuori, e sono davvero pochissimi, fanno come i peggiori vigliacchi e nascondono il volto. Sono così ottusi che nemmeno si accorgono di danneggiare la causa palestinese con il loro atteggiamento.

torino 01
Risveglio a Torino, in un albergo che dà sulla stazione di Porta Nuova. Rullo di notizie del tg5. "Torino. Apre oggi la Fiera del Libro in una città blindata...". Ieri al Lingotto, in fase di allestimento degli stand, non c'era un solo controllo. Si entrava e si usciva come da un bar in centro all'ora di punta. Nessuna barriera, nessuno a chiederti di mostrare il pass. Un paio di vigili urbani che passeggiavano come sul lungomare di Nervi. E sarebbe questa la città blindata?

al femminile...
Come ho più volte detto, il sito www.alfemminile.com (non merita nemmeno il link, digitatevi da soli l'indirizzo) è lo specchio più fedele non dei tempi, quanto dell'indole umana. Leggete questo inserimento che ho trovato questa mattina nella sezione Letture del forum (copio e incollo):
"Avete
visto Saviano da fazio? Wow..che uomo!
ma quante cose sa? é un ragazzo istruitissimo e poi si sa spiegare
benissimo!
Io il suo libro non l'ho letto: sono poco inclina ai saggi, forse perchè
leggendo nei ritaglini di tempo ho voglia di qualcosa di più leggero
e non penso il suo libro lo sia propio..
per l'intervista di ieri sera mi ha fatto venire voglia di leggerlo, anche
solo di comprare il suo libro, mi sembra un tipo molto in gamba!"
Queste sono le idee e le modalità espressive di coloro che decidono
con i loro acquisiti l'andamento dell'editoria.
Non vorrei commentare nulla, il testo parla da solo. Ma l'uso di espressioni
come inclina, ritaglini di tempo, propio è
tipico di persone che hanno voglia di comperare i libri, ma non necessariamente
di leggerli.

nightmare
Ieri
mattina al risveglio, mentre mi accingevo a versare il muesli nello yogurt,
uno dei primi notiziari della giornata descriveva nel dettaglio la riesumazione
della salma di Padre Pio. Buongiorno! Oggi, stessa ora, stessa situazione,
altro spazio dedicato all'evento con una fedele dai toni entusiastici. "Io
verrò per prima a vedere le ossa, saranno bellissime. E verrò
sempre ogni volta che posso. E' uno spettacolo stupendo." Io trovo censurabile
questa folle idolatria e trovo vergognoso che i media diano così tanto
spazio a questo rigurgito orrorifico controriformistico.
E' sempre più difficile essere laici. O forse, semplicemente, non conviene.
I cattolici del PD si lamentano dell'accordo con i Radicali, portatori di
vizi (come direbbe Calderoli). Di contro i Radicali non si fanno cruccio di
stringere patti con gli amici di coloro che rifiutarono le esequie religiose
a Piergiorgio Welby.

strannizza d'amuri
Non si parla abbastanza di Luisito, il nuovo libro di Susanna Tamaro. Il sottotitolo è Una storia d'amore. Pare che riguardi il rapporto tra una pensionata e un pappagallo. La Tamaro è amata da quegli stessi cattolici che si scagliano contro le coppie di fatto. Eppure lei sceglie coraggiosamente di parlare di un amore inconsueto, per un pappagallo. Più che Dico, Ripeto.

gomito a gomito con l'aborto
Che ne pensate di questo distintivo che vorrei far stampare?

"Dannata
polemica sull'aborto cosa vuoi saperne tu
dei problemi dell'aborto, delle problematiche dell'aborto?"
(Elio e le Storie Tese, Gomito a Gomito con l'Aborto)

più lavoro per tutti
Ho
avuto la bella idea di seguire il TG5 mattutino. Alle 7.45 è partita
la rassegna stampa. Una signora bionda e ghignante stava in piedi e sfogliava
quotidiani con velocità da TGV. Voce insostenibile, cadenza insopportabile,
balbuzie, ripensamenti, errori.
Salutati i malcapitati spettatori, la bionda collaboratrice ha esordito con
questa frase: "Sulle prime pagine dei giornali si parla di scontri. Quello
politico e quello fisico avvenuto a Milano..." Nemmeno nei peggiori teatri
di avanspettacolo si saranno sentite cose simili.
Non contenta, parlando proprio dell'incidente milanese, la bionda collaboratrice
ha fatto un errore, parlando di una "intervista" al guidatore del
SUV. Ma si è subito corretta, non scusandosi, ma ridacchiando a lungo.
Se fossi stato un parente di una delle vittime dell'incidente, avrei vouto
incontrare la bionda collaboratrice per cambiarle il colore dei capelli.
Ho scritto alla redazione del TG5 e ho domandato: se proprio dovete assumere
raccomandati di ferro, perché non li mettete a fare le fotocopie nel
più oscuro dei backoffice?
anteprime
editoriali
Chi,
se non NeoTom.com, può anticiparvi quali letture allieteranno i vostri
trasbordi in autobus nella prossima primavera estate? Nessuno!
Ecco quindi che, fedele alla mia vocazione al servizio, vi presento alcune
novità della casa editrice Aliberti.
Mara Carfagna, già showgirl e attualmente onorevole, pubblica Stelle
a destra, una carrellata di ritratti di donne in politica. Da Condoleeza
Rice ad Angela Merkel, da Margaret Thatcher a... Mara Carfagna. Imperdibile.
Pierluigi Diaco, già showgirl e attualmente non si sa, pubblica Mi
dimetto da Italiano, con prefazione di Maurizio Costanzo. Una specie
di programma politico dell'ex ventenne simbolo dei giovani Italiani ora diventato
trentenne simbolo dei giovani Italiani. Imperdibile.
Gianluca Cristofetti, urbanista. Pubblica G8 Remix, un romanzo che
rivisita i fatti del G8 (yaaaaaawn!) questa volta con una novità: l'autore,
già militante marxista-leninista, scopre di "stare con i figli
di poveri, con la polizia". Facciamo una colletta e regaliamo all'architetto
Cristofetti una raccolta di scritti di Pier Paolo Pasolini.
Giulia Martini, classe 1977, pubblica Prima di zero. Romanzo che
racconta di quel giorno del 1995 in cui al liceo Giulio Cesare di Roma arriva
un nuovo studente: Thomas De Gasperi. Unico banco libero: quello accanto a
Matteo Maffucci. Nasce una amicizia, ma anche, ahinoi, il duo degli ZeroAssoluto.
Io di questo libro vorrei avere le bozze ora.
Claudia Riva pubblica Il Condominio. Il libro, di cui vi risparmio
la trama, punta sul fatto che Claudia Riva è la sorella di Massimo
Riva, l'ex chitarrista di Vasco Rossi scomparso nel 1999. Io una volta sono
stato in ascensore con Simona Ventura. Lo farò scrivere sulla cartella
stampa di qualche futura pubblicazione.
Viva la Aliberti!

a e i o u (ipsilon...)
Per
fortuna la free press è gratuita, altrimenti verrebbe davvero da autobiasimarsi
per i soldi buttati via ogni volta che la si legge in metropolitana. Ieri
una delle notizie da prima pagina era: "Mucciniani contro Mocciani".
Ossia i fan del regista Silvio Muccino contro i fan del regista
Federico Moccia. Il Moccia, intervistato a proposito di questa diatriba che
riporta alla mente i grandi dibattiti tra felliniani e viscontiani, ha riferito
che 'noi registi non dobbiamo essere in contrasto'. A parte il rumore di trottola
impazzita che proveniva dal sepolcro di Kubrick, davvero Federico Moccia crede
sia possibile una lotta a due in un Paese come il nostro? In Italia il bipolarismo
ha fallito il suo scopo in politica. Figuriamoci nel cinema. Ed ecco che a
contrastare i due grandi partiti dei mOcciani e dei mUcciniani sono già
scesi in piazza tra blocchi stradali e presidi slowfood anche i mAccioniani,
fan dell'indimenticato Aldo
Maccione (quello del colonnello Buttiglione), i mEcciniani, sostenitori
di Gianni Meccia
(quello de Il Barattolo), e i mIccichiani, elettori di Gianfranco
Micchiché (avversario di Cuffaro alla Regione Sicilia).
Inutile la proposta radicale di proporre uno sbarramento al 2 per cento dei
fan club.

do you remember lord byron?
Tra
le cose che più mi fanno ridacchiare al momento c'è la richiesta
di boicottare la Fiera del Libro di Torino perché il Paese ospitato
è Israele.
Ridacchio per svariati motivi:
1. Perché quelli che vogliono il boicottaggio stanno urlando in maniera
indecorosa, pur essendo tra coloro che detestano la televisione perché
troppo urlata.
2. Perché quelli che vogliono il boicottaggio operano in una modalità
cialtrona e massimalista, confondendo il governo di Israele con il popolo
di Israele e gli intellettuali di Israele (moltissimi in contrasto con il
governo israeliano). Come avrebbero reagito se qualche anno fa l'Italia fosse
stata Paese ospitato alla Buchmesse di Francoforte e alcuni Tedeschi avessero
richiesto il boicottaggio della nostra nazione in quanto guidata da Silvio
Berlusconi? Starnazzando come fecero alcuni nostri onorati scrittori in una
manifestazione libraria parigina?
3. Perché ridacchio sempre quando vedo anonimi contestatori e celebri
professori uniti dalla stessa ottusità. E uniti anche dalla comodità
di stare dalla parte dei Palestinesi non condividendo le difficoltà
in loco, ma sonnecchiando nel tepore coccolone di un bell'incarico universitario.
PS: Lord Byron prese molto a cuore la lotta dei patrioti greci contro l'impero ottomano. Non dalle poltrone in cuoio del suo club londinese. Ma andando a combattere con loro, morendo per la febbre dovuta agli stenti a Missolungi. Non aveva nemmeno 36 anni. E aveva scritto il Manfred, il Don Juan e molte altre cose fondamentali. Non un testo sul pensiero debole che forse nessuno ha neanche mai letto.

robert savianey
Dubbio:
saranno più numerose le copertine che Vanity Fair ha dedicato
a George Clooney o quelle che L'Espresso ha dedicato a Roberto Saviano?
A questo numero imprecisato ora se ne aggiunge una nuova, con Robert Savianey
ritratto in compagnia di Donnie Brasco come in una locandina di thriller hollywoodiano.
Mi sono detto: "Dai, non fare sempre il solito svagato e leggi questo
articolo sugli intrighi tra mafia e politica. Magari impari qualcosa."
Però alla quindicesima riga circa del primo colonnino ho smesso. Mi
aspettavo un articolo asciutto e intenso, pieno di cose utili e gravi. Invece
Savianey scriveva: «Stefano
(il suo accompagnatore, n.d.L.) è vestito elegantissimo. Io
come il solito. Pistone mi saluta e mi guarda: "Difficile che un italiano
si vesta male come te"».
Il ragazzo ormai è cotto. Crede davvero che ai lettori de L'Espresso
interessi sapere dei suoi orribili maglioni tarmati?
Bob, lascia perdere e mettiti a scrivere un altro romanzo. Altrimenti Gomorra
resterà una one hit wonder. Come fu Lisa dagli Occhi Blu
e tu diventerai un nuovo Mario Tessuto. Tessuto tarmato, ovviamente.

book-criss-crossing
Ieri
al solito drappello di fedelissimi ho inviato questo sms:
"Sogno di vivere in un Paese normale, dove le lettrici di Fabio Volo
vengono sepolte fino alla cintola e lapidate. Non con le pietre, ma con copie
della Recherche nell'edizione dei Meridiani."
Ero appena stato a fare il giro periodico delle librerie. Accanto alla catasta
di libri del bresciano c'erano due tizie sui 25 anni che ne parlavano.
Lei: "Io l'ho già letto, me l'ha regalato la Tiziana a Natale.
Mi piace troppo."
L'altra: "Eh sì, lui è troppo bravo, scrive davvero bene.
Questo invece non lo sopporto..."
E indicava il libro di Bruno Vespa.
E' il dualismo che muove il mondo.
Coppi e Bartali
Beatles e Rolling Stones.
Callas e Tebaldi.
Duran Duran e Spandau Ballet.
Reagan e Gorbaciov.
Togliatti e De Gasperi.
E ora Volo e Vespa.
Ho composto per l'occasione questa poesia:
"Seguo
il Volo della Vespa
mentre Volo sulla Vespa
Volo sì
Vespa no
Vespa si, ah no!"
Pochi metri più in là, tra le nuove uscite, brillava la copertina
di La Pecora Rossa, prima fatica narrativa di Enrica Bonaccorti,
edizioni Marsilio.
Solita nota...

paure
Da
piccolo spesso non riuscivo ad addormentarmi perché pensavo a fantasmi
mostruosi. Mi capita ancora, quando penso a Karl Lagerfeld.
[Spero che un giorno qualcuno prenderà queste mie frasi e le userà
come risultato finale in qualche gioco della Settimana Enigmistica. Le scrivo
brevi proprio per questo. "Cancellate le figure che sono in attinenza
tra loro. Alla fine, unendo le sillabe iniziali di quelle rimaste, otterrete
un aforisma di Tommaso Labranca."]

"ma va 'ffanzum..."

Da vecchio fan degli Asburgo, anche quest'anno soffrirò perché il nostro ente radiotelevisivo nazionale non trasmetterà, come faranno invece altre 50 reti mondiali, il Neujahrskonzert da Vienna. In sua vece sarà diffusa una orrenda, squallida copia (pura emulazione fallita, puro trash secondo la mia definizione) dalla Fenice di Venezia. Compresa di minacciato sciopero degli orchestrali. E con programma di sole musiche italiane. A volerlo un uomo che, fosse vivo ancora Radetzky, sarebbe nel carcere dello Spielberg per tradimento e non a dirigere una rete televisiva.
Così
la racconta (in corsivo i miei umili commenti):
"(Cancellare la diretta da Vienna) non fu una decisione facile e venne
molto osteggiata. All'inizio non ci credeva nemmeno la direzione di questo
teatro. Ma io consideravo che l'Italia è una delle patrie della musica,
che gran parte delle opere liriche rappresentate nel mondo sono italiane:
perché allora trasmettere il Concerto di Vienna con le sue musiche
mitteleuropee?
(Forse perché ci dicono sempre che la musica non ha frontiere?
Perché ci avete massacrato per decenni con la storia dell'Europa Unita?
Perché ci ritroviamo nelle tasche la stessa moneta che proprio dal
1° gennaio prossimo circolerà in 15 Paesi?)
"C'era poi una vera e propria dissonanza con la "Marcia di Radesky"
(sic! il comunicato dell'Agenzia Giornalistica Italiana che sto copiando
riporta scritto proprio Radesky!) perché sono ancora in tanti
a ricordare la storia."
(Johann Josef Wenzel Anton Franz Karl Graf Radetzky von Radetz ha lasciato
questo mondo nel 1858. Non credo che in giro vi siano persone che lo abbiano
conosciuto personalmente e ho forti dubbi sull'insegnamento della storia nella
scuola dell'obbligo. Addiritura colti giornalisti ignorano l'esatta grafia
del nome. Inoltre mi pare che l'unico straniero che l'italiano medio consideri
nemico continui a essere Zidane. E se proprio si devono fomentare odi nazionalistici,
i popoli sassoni non dovrebbero ascoltare l'opera italiana, ricordando cosa
fecero gli antichi romani dalle loro parti.)
"Il
Teatro La Fenice si è sempre distinto per essere all'avanguardia nel
proporre opere nuove, era stato ricostruito e doveva essere sostenuto. In
questi anni lo share ci ha sempre premiato, quest'anno per la prima volta
faremo entrare nelle case degli italiani solo musica italiana il primo giorno
dell'anno, e questo mi sembra politically correct."
(Ma come!!! Tanto patriota e italianofilo e poi mi usa share
e politically correct? E allora perché i cari italiani cui
si deve dare solo musica italiana [ma non ci pensa già Radio Italia?]
sono per la gran parte in vacanza in località estere? E non c'era già
stato un altro fissato con l'autarchia? Quello corpulento, che urlava dal
balcone...)
Ah, Fabrizio del Noce. Uomo di pace, cosmopolita e di raffinata preparazione musicale. Se uno così dirige la principale rete televisiva pubblica italiana, anche io, con i miei 168 centimetri di statura, posso aspirare a giocare nell'Armani Jeans Milano.

bioetica
Perché
mai bisognerebbe essere contro l'aborto, la pena di morte, l'eutanasia, le
guerre, le carestie e i serial killer se poi il mondo che dovremmo difendere
è questo?
Troppo facile fare commenti su simili personaggi, però vi prego di
considerare l'internazionalità di The Guerrer, modello di
Cornaredo con intenti bellicosi non sorretti da una precisa conoscenza delle
lingue sassoni. O la finezza di Pink Chanel (più che un nick, una bestemmia).

Dai Paesi Bassi mi giunge questa preoccupata segnalazione di plagio. Il logo del Partito Democratico sarebbe una copia spudorata del marchio dell'Algemeen Dagblad, un quotidiano di Rotterdam.

Però se si vuole fare presa sull'elettorato popolare bisogna conquistarlo con qualcosa di più giovane e trendy. Mi permetto di avanzare tre umili proposte di logo plagiato che potrebbero garantire un sicuro successo alla nuova formazione. Altro che un oscuro quotidiano neerlandese!

